Cos'è il whistleblowing: il significato in parole semplici
La parola arriva dall'inglese to blow the whistle, "soffiare nel fischietto". Il whistleblower, in italiano "segnalante", è la persona che si accorge di un illecito sul lavoro e lo fa emergere.
Un esempio concreto: un'impiegata amministrativa nota che alcune fatture vengono modificate per spostare costi da un anno all'altro. Invece di tacere per paura, lo segnala tramite il canale aziendale. Chi gestisce il canale verifica i fatti, e lei è protetta da ritorsioni.
Per l'azienda il whistleblowing è un sistema di allarme interno. Permette di scoprire e correggere un problema prima che diventi un danno economico, legale o d'immagine.
Chi può segnalare? Non solo i dipendenti. La tutela vale anche per collaboratori, lavoratori autonomi, consulenti, fornitori, tirocinanti, volontari, soci e componenti degli organi di amministrazione e controllo. Vale anche durante una selezione, il periodo di prova o dopo la fine del rapporto.
Cosa si può segnalare? Violazioni di norme nazionali o europee che danneggiano l'interesse pubblico o l'integrità dell'ente: illeciti amministrativi, contabili, civili o penali, violazioni del modello 231, frodi, corruzione, violazioni in materia di ambiente, appalti, privacy o sicurezza dei prodotti. Non rientrano le lamentele che riguardano solo il proprio rapporto di lavoro, come un conflitto con il responsabile.
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