5/11/2026
Fascicolo previdenziale del cittadino INPS: cos'è e come controllare i tuoi contributi
Il tuo ex datore di lavoro ha versato tutti i contributi? A che punto è la tua NASpI? Lo scopri in pochi minuti dal fascicolo previdenziale INPS. Ti spieghiamo come entrare, cosa trovi dentro e cosa fare se manca qualcosa.

Ti è mai capitato di chiederti se il tuo ex datore di lavoro ha davvero versato tutti i contributi? O di aspettare la NASpI senza sapere a che punto è la domanda? Per entrambe le cose non serve fare la fila al patronato: basta il fascicolo previdenziale del cittadino INPS, che in tanti chiamano anche cassetto previdenziale.
In questa guida ti spieghiamo cos'è, come ci si entra, cosa trovi dentro e cosa fare se scopri un "buco" nei contributi.
Cos'è il fascicolo previdenziale del cittadino
È un servizio online gratuito dell'INPS che raccoglie in un unico posto tutto quello che riguarda la tua posizione con l'Istituto: contributi versati, prestazioni, pagamenti, certificazioni e corrispondenza.
Pensalo come un archivio personale sempre aperto: puoi consultare i tuoi documenti, scaricarli in PDF e stamparli quando ti servono, senza appuntamenti e senza dover presentare nulla.
Attenzione a non confonderlo con il cassetto previdenziale del contribuente: quello è lo strumento per artigiani, commercianti e altri autonomi che devono gestire i propri versamenti. Sono due servizi diversi. Quello di cui parliamo qui è pensato per le persone fisiche.
A chi serve (e perché dovresti aprirlo almeno una volta l'anno)
Il fascicolo è utile a:
- lavoratori dipendenti, pubblici e privati, italiani e stranieri: per controllare che i contributi siano stati versati davvero;
- disoccupati e chi riceve un sussidio: per seguire la domanda di NASpI, Assegno di Inclusione o altre prestazioni e vedere quando arriva il pagamento;
- lavoratori in cassa integrazione: per sapere se l'azienda ha presentato la domanda e se l'INPS ha pagato;
- pensionati: per cedolini, modello ObisM e trattenute;
- chi ha una pratica di invalidità civile in corso.
C'è un motivo molto concreto per dargli un'occhiata ogni tanto. Un periodo di lavoro non registrato si sistema molto più facilmente quando l'azienda esiste ancora e le buste paga sono nel cassetto. Se lo scopri vent'anni dopo, a ridosso della pensione, diventa una caccia al tesoro. Il momento giusto per controllare è subito dopo la fine di un contratto o un cambio di lavoro.
Come accedere al fascicolo previdenziale INPS
L'accesso è semplice:
- vai su inps.it e cerca "Fascicolo previdenziale del cittadino" (si trova nell'area Pensione e Previdenza);
- clicca su Utilizza lo strumento;
- entra con SPID (livello 2 o superiore), CIE o CNS. I cittadini di altri Paesi UE che hanno lavorato in Italia possono usare anche le credenziali del proprio Paese tramite il nodo eIDAS.
Preferisci lo smartphone? Molte delle stesse informazioni sono disponibili anche nell'app INPS Mobile, che per i controlli veloci (tipo "mi è arrivato il pagamento?") spesso è più comoda del sito.
Cosa trovi dentro: le sezioni principali
Posizione assicurativa ed estratto conto contributivo
È la parte più importante per chi lavora o cerca lavoro. Qui trovi l'estratto conto contributivo: l'elenco dei periodi lavorati, delle settimane coperte e delle retribuzioni su cui sono stati versati i contributi. Ci sono anche i contributi figurativi (per esempio quelli maturati durante la NASpI) e quelli da riscatto.
Dal 2025 l'estratto conto ha una grafica nuova, in ordine cronologico, con una colonna che indica il tipo di contribuzione (obbligatoria, figurativa, volontaria, da riscatto). Leggerlo è diventato molto più semplice.
Da sapere: l'estratto conto che scarichi online non ha valore certificativo. Se ti serve un documento con valore legale, devi richiedere l'estratto conto certificativo (ECOCERT), che è un servizio separato.
Prestazioni e pagamenti
Qui vedi la cronologia dei pagamenti fatti dall'INPS a tuo favore: NASpI, Assegno Unico, pensione e altre prestazioni, con data e importo.
Domande presentate
Ti mostra a che punto è ogni domanda che hai inviato: in istruttoria, accolta o respinta. È la sezione da tenere d'occhio se hai fatto domanda di disoccupazione e stai aspettando.
Modelli e certificazioni
Da qui scarichi la Certificazione Unica (CU), che ti serve per la dichiarazione dei redditi, e il modello ObisM se sei pensionato. L'ISEE, invece, non si fa qui: c'è un servizio dedicato, l'ISEE precompilato.
Cassetta postale online
È dove arrivano le lettere dell'INPS. Molte comunicazioni non vengono più spedite su carta, quindi se aspetti l'esito di una domanda, controlla qui.
Novità 2026: la cassa integrazione si controlla dall'app
Dal 20 marzo 2026 nell'app INPS Mobile c'è una nuova funzione, la Consultazione Integrazioni Salariali (CIS) (messaggio INPS n. 995/2026).
Cosa permette di fare:
- vedere tutte le domande di cassa integrazione in cui compare il tuo nome;
- controllare a che punto sono;
- verificare i pagamenti che l'INPS ti ha fatto direttamente.
Si accede con SPID (almeno livello 2) o CIE 3.0, e i dati sono aggiornati al giorno precedente. In pratica: niente più telefonate all'ufficio del personale per sapere se la domanda è partita.
Se non riesci a usarlo da solo: la delega dell'identità digitale
Non tutti hanno dimestichezza con SPID e servizi online. Per questo l'INPS permette di delegare una persona di fiducia (un figlio, un familiare, un caregiver), che potrà entrare nel tuo fascicolo usando le sue credenziali.
Come funziona:
- la delega va registrata presso una sede INPS, compilando il modulo apposito e portando un documento d'identità;
- puoi nominare un solo delegato;
- puoi fissare una data di scadenza oppure lasciarla a tempo indeterminato, e puoi revocarla quando vuoi;
- una volta registrata, la delega vale anche allo sportello INPS.
Ci sono moduli specifici anche per tutori, curatori, amministratori di sostegno, genitori di minori e per chi non può andare in sede per motivi di salute.
Hai trovato un errore nei contributi? Ecco cosa fare
Gli errori più comuni sono tre: un periodo di lavoro che manca, meno settimane del previsto, una retribuzione diversa da quella in busta paga.
In questi casi:
- entra in Posizione assicurativa e usa la funzione Segnalazioni contributive (se sei dipendente pubblico, la procedura si chiama Richiesta di Variazione della Posizione Assicurativa, RVPA);
- allega tutto quello che hai: buste paga, contratto, lettera di assunzione e di licenziamento o dimissioni, CU degli anni interessati;
- controlla periodicamente lo stato della segnalazione e la cassetta postale.
Se non riesci a risolvere da solo, o l'errore riguarda una prestazione già pagata, puoi rivolgerti gratuitamente a un patronato oppure al Contact center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare).
Consiglio pratico: conserva sempre buste paga e CU, anche dopo anni. Sono la prova più forte che hai in mano se qualcosa non torna.











