7/5/2026
Incentivi Autoimpiego Green e Digital 2026: guida completa per giovani imprenditori
Hai meno di 35 anni e hai un'idea imprenditoriale legata all'ambiente, alle nuove tecnologie o al digitale? Anche nel 2026, è disponibile un pacchetto di aiuti pensati proprio per te.

Nel 2026 lo Stato continua a mettere a disposizione un pacchetto di aiuti pensati proprio per te: un assegno mensile di 500 euro per i primi tre anni di attività e l'azzeramento dei contributi quando assumi i tuoi primi collaboratori.
In questa guida ti spieghiamo come funzionano gli Incentivi Autoimpiego Green e Digital, chi può richiederli, quanto si può ottenere e cosa fare passo dopo passo per presentare la domanda all'INPS.
Cosa sono gli incentivi Autoimpiego Green e Digital?
Gli Incentivi Autoimpiego Green e Digital sono una misura del Governo italiano nata per spingere i giovani ad aprire un'attività in due settori considerati strategici per il futuro: la transizione ecologica (cioè tutto quello che ha a che fare con energia pulita, riduzione dell'impatto ambientale, riciclo) e la transizione digitale (informatica, comunicazione, nuove tecnologie).
La misura era stata introdotta dal Decreto Coesione 2024 e doveva concludersi il 31 dicembre 2025. Con il Decreto Milleproroghe 2026 il Governo ha deciso di estenderla per un altro anno: oggi le agevolazioni riguardano tutte le attività avviate (e tutte le assunzioni effettuate) fino al 31 dicembre 2026.
L'idea è semplice: aiutare un giovane a trasformare la propria idea in un'impresa, dandogli sia un sostegno economico mentre l'attività cresce, sia una mano per fare le prime assunzioni senza affondare sotto il peso dei contributi.
I due benefici principali in breve
Gli incentivi si dividono in due aiuti distinti, che si possono ottenere insieme:
- Un contributo mensile di 500 euro erogato dall'INPS al giovane imprenditore, per un massimo di tre anni.
- L'esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a 800 euro al mese per ogni nuovo dipendente under 35 assunto a tempo indeterminato.
Significa che, oltre a ricevere un sostegno economico personale, chi avvia un'impresa può assumere collaboratori praticamente senza spendere in contributi, almeno per i primi 36 mesi.
Ecco a colpo d'occhio tutte le informazioni essenziali sulla misura

A chi sono rivolti: i requisiti
Per accedere agli Incentivi Autoimpiego Green e Digital è necessario rispettare tre requisiti, tutti contemporaneamente:
- Essere disoccupati al momento della domanda.
- Avere meno di 35 anni (requisito anagrafico).
- Voler avviare un'impresa in Italia in uno dei settori legati alla transizione ecologica, digitale o allo sviluppo di nuove tecnologie, come previsti dall'articolo 21 (commi 1 e 3) del Decreto legge 60/2024.
Se manca anche uno solo di questi requisiti, la domanda non può essere accolta.
Quali settori sono ammessi
La legge individua una serie di macro-settori considerati "green" o "digital". In sostanza, possono accedere agli aiuti le imprese che operano in:
- Attività manifatturiere (produzione industriale).
- Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata.
- Fornitura di acqua, reti fognarie, gestione dei rifiuti e risanamento ambientale.
- Costruzioni, trasporto e magazzinaggio.
- Attività professionali, scientifiche e tecniche.
- Servizi di informazione e comunicazione (informatica, telecomunicazioni, editoria digitale).
- Noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese.
- Istruzione, assistenza sanitaria e sociale.
- Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e altri servizi.
Per sapere se la tua specifica attività rientra negli aiuti devi controllare il codice ATECO che assegnerai (o hai assegnato) all'impresa: l'elenco dei codici ammissibili è contenuto nell'articolo 2, comma 2, del Decreto 3 aprile 2025.
Quanto si può ottenere: importi e durata
Il contributo mensile da 500 euro
Il contributo viene riconosciuto per un massimo di 36 mesi e in ogni caso non oltre il 31 dicembre 2029. È erogato direttamente dall'INPS in via anticipata e poi liquidato annualmente in base ai mesi effettivi in cui l'attività è stata svolta.
Tradotto: ricevi i 500 euro al mese (per tre anni si parla quindi di un sostegno totale fino a 18.000 euro) finché continui a portare avanti l'impresa.
L'esonero contributivo per le assunzioni
Per ogni nuovo dipendente under 35 che assumi a tempo indeterminato tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2026, lo Stato ti azzera il 100% dei contributi previdenziali a tuo carico, fino a un massimo di 800 euro al mese per persona.
Anche questo sgravio dura al massimo 36 mesi e non può essere fatto valere oltre il 31 dicembre 2029. In tre anni, per un singolo dipendente, parliamo di un risparmio teorico massimo che può arrivare a 28.800 euro.
Esempi pratici: tre storie per capire
Per rendere più chiare le cifre, vediamo come funziona la misura in tre casi reali tipici.
Esempio 1 — Marco, 28 anni, sviluppatore software
Marco è disoccupato e ha sempre lavorato come dipendente in una software house. Decide di mettersi in proprio aprendo una piccola società che sviluppa app per il settore turistico, con codice ATECO nel ramo dei servizi di informazione e comunicazione.
Marco rientra perfettamente nei requisiti: under 35, disoccupato, settore ammesso. Presenta domanda all'INPS e ottiene 500 euro al mese per 36 mesi, cioè 18.000 euro complessivi di sostegno alla sua attività. Dopo sei mesi assume Sara, 26 anni, come prima dipendente a tempo indeterminato. Per tutta la durata massima del beneficio, Marco non versa contributi previdenziali sulla retribuzione di Sara, fino a 800 euro al mese: in 36 mesi può risparmiare fino a 28.800 euro solo su questa assunzione.
Esempio 2 — Giulia, 32 anni, energie rinnovabili
Giulia ha studiato ingegneria ambientale ed è disoccupata da quasi un anno. Apre una piccola società che progetta e installa impianti fotovoltaici per le PMI, con un codice ATECO nel ramo della fornitura di energia elettrica.
Anche lei rientra nei requisiti. Riceve 500 euro al mese per i primi tre anni di attività. Dopo un anno assume due tecnici under 35, entrambi a tempo indeterminato: per ciascuno di loro non paga i contributi previdenziali a suo carico, fino a 800 euro mensili, per tutta la durata dell'agevolazione. Il risparmio totale tra contributo personale e sgravio contributivo è enorme nei primi anni di vita dell'impresa, proprio quando il rischio di chiudere è più alto.
Esempio 3 — Luca, 24 anni, gestione rifiuti
Luca, neolaureato in scienze ambientali, è iscritto come disoccupato da qualche mese. Apre una micro-impresa che si occupa di raccolta e riciclo di rifiuti tecnologici (RAEE), settore tipico della transizione ecologica.
Pur lavorando inizialmente da solo, percepisce comunque i 500 euro al mese previsti dalla misura per il titolare dell'attività. Quando, al secondo anno, assume un collaboratore under 35 a tempo indeterminato, ottiene anche l'esonero contributivo per l'intero periodo residuo della misura.
Come fare domanda all'INPS, passo dopo passo
La domanda si presenta solo online, attraverso il sito dell'INPS. Ecco la procedura in sequenza, raccontata in modo semplice.
- Procurati le credenziali digitali. Per accedere al portale INPS ti serve SPID, CIE (Carta d'Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
- Entra nell'area riservata del sito INPS e cerca il modulo dedicato agli incentivi autoimpiego green e digital.
- Compila il modulo online inserendo i tuoi dati anagrafici, lo stato di disoccupazione, i dati dell'impresa che hai avviato (o che stai per avviare) e il codice ATECO.
- Invia la domanda. L'INPS verifica lo status di disoccupato, calcola il beneficio spettante, controlla il Registro nazionale degli aiuti di Stato e accoglie la richiesta nei limiti delle risorse disponibili.
- Per le assunzioni già in corso, l'INPS comunica direttamente l'esito nel modulo. Per le assunzioni future, accantona le risorse e ti chiede di inviare il modello Unilav (la comunicazione obbligatoria di assunzione) entro 10 giorni: se non lo fai, perdi l'agevolazione.
Attenzione: i dati indicati nella domanda devono coincidere esattamente con quelli del modello Unilav. In caso di incongruenze, l'INPS può sospendere o revocare l'aiuto.
Regole e limiti da conoscere
Prima di presentare la domanda è importante avere chiare alcune regole, spiegate dall'INPS nella Circolare n. 147 del 27 novembre 2025.
Cosa è incluso e cosa no nell'esonero contributivo
- L'esonero NON comprende i contributi pensionistici a carico del lavoratore: continua a versarli regolarmente.
- L'esonero NON comprende i premi INAIL: vanno comunque pagati.
- L'esonero NON si applica al lavoro domestico né ai contratti di apprendistato.
- L'aliquota pensionistica del lavoratore non viene modificata: il dipendente non perde nulla in termini di pensione futura.
Cumulo con altri aiuti
Lo sgravio contributivo non è cumulabile con altri esoneri o sgravi sugli stessi contributi. È invece compatibile con la maggiorazione del costo deducibile per le nuove assunzioni prevista dal Decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 216 (la cosiddetta "super deduzione").
Aiuto di Stato: il Regolamento UE 651/2014
Gli incentivi sono considerati aiuti di Stato e vanno gestiti nel rispetto del Regolamento (UE) n. 651/2014. In pratica, l'INPS controlla che l'azienda non superi i massimali europei previsti per gli aiuti di Stato e iscrive l'agevolazione nel Registro nazionale aiuti.
Part-time, controlli e sanzioni
Se assumi un dipendente in part-time, l'importo dell'esonero viene calcolato in proporzione all'orario. Se in seguito aumenti l'orario, il tetto massimo non si alza; se invece riduci l'orario, anche l'esonero viene ridotto. L'INPS effettua controlli incrociati: in caso di uso indebito dell'agevolazione, restituirai i contributi non versati e potrai subire sanzioni.
Scadenze importanti da segnare in agenda
- 31 dicembre 2026: ultimo giorno utile per avviare l'attività e per effettuare le assunzioni che danno diritto all'agevolazione.
- 31 dicembre 2029: termine ultimo entro cui i benefici possono essere effettivamente fruiti, anche se i 36 mesi non sono ancora trascorsi.
- 10 giorni: tempo massimo per inviare il modello Unilav dopo la prenotazione delle risorse, in caso di assunzione futura.
Riferimenti normativi e circolari
Per chi vuole approfondire o ha bisogno della fonte ufficiale, ecco i principali riferimenti:
- Decreto Coesione 2024, convertito in legge e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 157 del 6 luglio 2024.
- Decreto 3 aprile 2025 del Ministero del Lavoro, che ha definito i settori ammissibili e i codici ATECO.
- Decreto Milleproroghe 2026, che ha esteso la misura fino al 31 dicembre 2026.
- Circolare INPS n. 147 del 27 novembre 2025, con le istruzioni operative su requisiti, domanda, esposizione nell'Uniemens e controlli.
In sintesi: conviene davvero?
Per un giovane disoccupato con un'idea imprenditoriale nei settori green o digital, gli Incentivi Autoimpiego Green e Digital 2026 rappresentano un'opportunità seria. Da un lato, ti danno un "cuscinetto" economico (500 euro al mese, fino a 18.000 euro in tre anni) per coprire le spese personali mentre l'attività decolla. Dall'altro, ti permettono di costruire una squadra senza il peso dei contributi, rendendo molto più sostenibili le prime assunzioni.
La parte importante è non lasciarti scoraggiare dalla burocrazia: la procedura online INPS è la stessa di altre prestazioni e, se hai già SPID, in poche ore puoi inviare la domanda. Il consiglio pratico è quello di parlare con un consulente del lavoro o un commercialista prima di presentare la richiesta, in modo da impostare correttamente il codice ATECO, la forma giuridica dell'impresa e la pianificazione delle assunzioni: piccoli errori formali, in queste misure, possono portare alla perdita di migliaia di euro di agevolazioni.
Con un mercato del lavoro che si sta orientando in modo deciso verso sostenibilità, energia pulita e nuove tecnologie, mettersi in proprio nel green o nel digital non è più solo una scelta di passione: è anche una scelta che lo Stato è disposto a sostenere concretamente. Se rispetti i requisiti, vale davvero la pena valutarla.












