14/1/2025
L’IA ha trasformato la cybersecurity: ecco le prospettive future
Il 2026 porta sfide come le truffe e malware generati dall'IA, superando le reazioni umane. Analizziamo la situazione in Italia, dalle ondate di phishing all'imminente scadenza dell'AI Act. La "Preemptive Cybersecurity" è considerata l'unica protezione per le aziende nell'era digitale.

Oltre la Soglia del 2025
Siamo entrati nel 2026 e la soglia critica prevista lo scorso anno è stata ampiamente superata. Non parliamo più di scenari futuri: la convergenza tra capacità computazionale e intenti criminali è una realtà operativa quotidiana. Se il 2025 è stato l'anno della consapevolezza, il 2026 si configura come l'anno della resilienza obbligata. Il conflitto digitale si è evoluto in una guerra ibrida continua, dove le infrastrutture italiane sono sotto la costante pressione di attacchi sempre più automatizzati e "agentici".
Il contesto globale conferma le previsioni più fosche: il costo del cybercrime ha raggiunto la stima sbalorditiva di 10,5 trilioni di dollari annui, una cifra che, se fosse un'economia nazionale, la renderebbe la terza al mondo. La democratizzazione dell'AI generativa ha permesso agli attori malevoli di adottare linguaggi di programmazione complessi come Rust e Golang per riscrivere codici malevoli, rendendo l'attribuzione degli attacchi sempre più difficile a causa della mancanza di "impronte stilistiche" umane.
Per l'Italia, l'inizio del 2026 è stato traumatico. Già nelle prime due settimane di gennaio, il CERT-AGID ha rilevato ondate massicce di campagne phishing e smishing che sfruttano i nomi di istituzioni fidate come il Ministero della Salute e l'INPS, oltre a provider tecnologici come Aruba. Questo report aggiornato analizza lo scenario attuale, integrando i dati di inizio 2026 e proiettando le strategie necessarie per sopravvivere in un anno in cui la spesa globale per la cybersecurity toccherà i 522 miliardi di dollari.
Dall'Automazione all'Autonomia
Il fattore discriminante nel 2026 non è più solo la velocità, ma l'autonomia. Gli attacchi non sono semplicemente automatizzati; sono gestiti da agenti AI in grado di prendere decisioni in tempo reale senza input umano. Questo ha ridotto il "Breakout Time" a pochi secondi. Le difese tradizionali, basate su regole statiche, sono inefficaci contro malware che modificano il proprio comportamento "on the fly" per adattarsi all'ambiente target.
Di contro, la difesa si sta spostando verso la "Preemptive Cybersecurity" (sicurezza preventiva). Non basta più rilevare e rispondere; le organizzazioni devono anticipare le mosse dell'avversario, utilizzando l'AI per simulare scenari di attacco e chiudere le vulnerabilità prima che vengano sfruttate.
Analisi del Mercato Italiano 2026: Dati e Nuove Tendenze
Il mercato italiano della cybersecurity continua la sua corsa, spinto non solo dalla necessità tecnologica ma anche da un quadro normativo che nel 2026 vedrà scadenze cruciali.
Dimensioni e Driver di Crescita
La spesa in sicurezza informatica continua a crescere a doppia cifra. Tuttavia, l'attenzione si è spostata drasticamente verso la protezione della Supply Chain e delle infrastrutture XIoT (Extended Internet of Things). Le previsioni per il 2026 indicano che un singolo fornitore vulnerabile può diventare il vettore per compromettere intere filiere produttive, un rischio che l'industria manifatturiera italiana conosce fin troppo bene.
Un evento significativo di inizio anno, l'attacco cyber a Jaguar Land Rover che ha causato un crollo del 43% nelle vendite all'ingrosso nel Regno Unito, funge da monito per il settore automotive e industriale italiano: l'impatto di un incidente non è solo sui dati, ma sulla capacità fisica di vendere e produrre.
Il Panorama delle Minacce: Gennaio 2026
L'anno si è aperto con una raffica di incidenti che delineano chiaramente le tattiche prevalenti:
- Frode "Ghost Tap": Una novità del 2026 è l'emergere di frodi che sfruttano la tecnologia NFC per abilitare pagamenti tap-to-pay da remoto, aggirando le protezioni fisiche delle carte di credito. Questa tecnica colpisce direttamente i consumatori e il settore retail.
- Campagne Istituzionali Fake: Nella prima settimana di gennaio, il CERT-AGID ha identificato campagne malevole che simulano comunicazioni dal Ministero della Salute e falsi avvisi di "scadenza dominio" da provider come Aruba e Wix. L'obiettivo è diffondere malware come Purecrypter e Remcos.
- Smishing INPS: Una nuova ondata di SMS fraudolenti invita i cittadini ad aggiornare i propri dati per non perdere benefici assistenziali, sfruttando la precarietà economica e la fiducia nelle istituzioni.
Tensioni Geopolitiche e Normative
Il 2026 vede anche un inasprimento delle tensioni tra aziende tecnologiche e regolatori. Un esempio lampante è la recente multa inflitta dall'Italia a Cloudflare (gennaio 2026) in relazione al sistema "Piracy Shield", segnale che le autorità italiane non tollereranno zone d'ombra nella gestione del traffico internet, anche quando coinvolge big player internazionali.

L'Arsenale Offensivo 2026: L'Era degli Agenti Malevoli
L'AI offensiva nel 2026 ha raggiunto un livello di maturità preoccupante. Non si tratta più di semplici script, ma di ecosistemi criminali strutturati che utilizzano l'AI per ottimizzare ogni fase della "Kill Chain".
Codice "Poliglotta" e Attribuzione Impossibile
Una delle tendenze più insidiose del 2026 è l'uso massiccio di LLM (Large Language Models) per riscrivere il codice dei malware in linguaggi moderni come Rust e Golang. Questi linguaggi offrono vantaggi prestazionali e di sicurezza della memoria che rendono il malware più stabile e difficile da analizzare per i ricercatori di sicurezza. Inoltre, l'AI elimina le peculiarità stilistiche del programmatore umano, rendendo l'attribuzione dell'attacco (chi c'è dietro?) un rebus quasi irrisolvibile.
Deepfake e Frodi Iper-Realistiche
La frode basata sui Deepfake è diventata endemica. Dopo i casi eclatanti degli anni scorsi, nel 2026 assistiamo a tentativi di frode quotidiani che utilizzano clonazione vocale in tempo reale per autorizzare transazioni o estorcere informazioni. Le PMI italiane sono particolarmente esposte, spesso prive degli strumenti di verifica biometrica avanzata necessari per distinguere una voce sintetica da quella reale.
Ransomware 3.0: L'Attacco alla Supply Chain
Il Ransomware del 2026 non cifra solo i dati; paralizza le connessioni. Gli attacchi mirano sempre più spesso ai punti di interconnessione tra aziende (API, portali fornitori), bloccando la logistica e la produzione. La "Tripla Estorsione" è ormai la norma: cifratura, minaccia di pubblicazione dei dati e attacchi DDoS simultanei per costringere la vittima al pagamento immediato.
La Difesa Intelligente: Strategie per il 2026
Di fronte a queste minacce, la risposta italiana si sta organizzando intorno a concetti di difesa proattiva e conformità normativa strategica.
Sicurezza Preventiva (Preemptive Cybersecurity)
Il paradigma dominante del 2026 è la Preemptive Cybersecurity. Secondo Gartner e gli esperti del settore, le organizzazioni devono focalizzarsi sulla riduzione dell'esposizione prima che avvenga l'attacco. Questo significa utilizzare l'AI per:
- Identificare e correggere configurazioni errate nel cloud in tempo reale.
- Simulare attacchi continui (Breach and Attack Simulation) per testare la tenuta delle difese.
- Monitorare il dark web per credenziali compromesse prima che vengano usate per l'accesso iniziale.
Il Ruolo dell'AI Act: La Scadenza di Agosto 2026
L'anno in corso è cruciale per la regolamentazione. L'AI Act europeo entrerà pienamente in vigore nell'agosto 2026. Da quel momento, tutti i sistemi di AI classificati come "ad alto rischio" (inclusi molti strumenti di sicurezza e biometria utilizzati dalle aziende) dovranno essere pienamente conformi.
Le aziende italiane devono correre ai ripari:
- Mappatura: Censire tutti i sistemi AI in uso.
- Risk Assessment: Valutare l'impatto sui diritti fondamentali.
- Governance: Istituire procedure di controllo umano (human-in-the-loop) documentabili.
Chi non si adegua rischia sanzioni fino al 7% del fatturato globale, un rischio economico insostenibile.
SOC Cognitivi e Collaborazione
I Security Operations Center (SOC) si stanno evolvendo in "SOC Cognitivi", dove l'analista umano dialoga con assistenti AI per investigare gli incidenti. Nel 2026, la carenza di competenze viene mitigata da questi "copiloti" digitali che gestiscono il triage degli allarmi a bassa priorità, lasciando agli umani la gestione degli incidenti critici e delle decisioni strategiche.
Sopravvivere all'Anno dell'Autonomia
Il 2026 non lascia spazio all'improvvisazione. Con un costo globale del cybercrime che supera i 10 trilioni di dollari e attacchi che avvengono alla velocità della macchina, l'unica strategia percorribile è l'integrazione profonda dell'Intelligenza Artificiale nei processi difensivi.
Per le aziende italiane, la sfida è duplice: difendersi da minacce esterne sempre più "intelligenti" e conformarsi internamente a normative europee rigorose come l'AI Act. Non è più sufficiente erigere muri; bisogna costruire un "sistema immunitario" digitale capace di prevedere l'infezione e reagire autonomamente. Chi riuscirà a trasformare la sicurezza da costo a vantaggio competitivo, garantendo continuità operativa anche sotto attacco, guiderà il mercato. Per gli altri, il 2026 rischia di essere un anno di selezione darwiniana digitale












