3/2/2026
Videosorveglianza Fai-da-Te: Se riprendi la strada, l'eccezione domestica non ti salva
Hai installato una telecamera puntata sul cancello per sentirti più sicuro? Attenzione: se l'obiettivo "sconfina" sulla strada pubblica, rischi sanzioni pesanti.

L'errore è comune e spesso incoraggiato da kit "fai-da-te" sempre più potenti ed economici: installare una telecamera smart, puntarla verso l'esterno e pensare: "Lo faccio per difendere casa mia, quindi posso farlo".
Purtroppo, per la legge non funziona così. C'è una linea invisibile ma invalicabile che separa la legittima difesa dalla violazione della privacy altrui: il confine della tua proprietà.
La fine dell'Eccezione Domestica
Il GDPR prevede quella che viene definita "eccezione domestica" (household exemption): se tratti dati per fini esclusivamente personali (es. le foto delle vacanze o la telecamera che inquadra solo il tuo salotto), la legge sulla privacy non si applica. Tuttavia, come ribadito dalla Corte di Giustizia UE e costantemente richiamato dal Garante italiano, l'eccezione cade nel momento in cui la telecamera riprende uno spazio pubblico.
Se il tuo occhio elettronico inquadra anche solo un metro di marciapiede, la strada comunale o l'ingresso del vicino, diventi automaticamente un Titolare del Trattamento. Questo significa che sei soggetto agli stessi obblighi di una multinazionale: informativa, base giuridica, minimizzazione dei dati. Obblighi che il privato cittadino, quasi sempre, ignora.
I Casi Recenti: Il Garante non fa sconti
Il biennio 2024-2026 ha visto un'impennata di segnalazioni e provvedimenti. Due casi in particolare devono servire da monito:
- Il caso della "Vittima" (Provvedimento del 18 Dicembre 2025): Una cittadina, vittima di atti persecutori da parte di una vicina, aveva installato telecamere che riprendevano anche la strada pubblica per raccogliere prove. Il Garante è stato chiaro: neppure l'esigenza di difendersi dallo stalking giustifica la sorveglianza indiscriminata dell'area pubblica. L'impianto è stato dichiarato illecito. La signora ha evitato la multa solo perché ha prontamente modificato l'inquadratura durante l'istruttoria, cavandosela con un ammonimento.
- Il caso del "Vigilante" (Luglio 2024): Un cittadino esasperato dalla sosta selvaggia ha usato le sue telecamere per segnalare le auto in divieto alla Polizia Municipale. Risultato? È stato sanzionato lui. Usare telecamere private per finalità di polizia (controllo del traffico) è vietato. Inviare quelle immagini alle autorità è stata la prova "confessoria" del suo illecito.
Cosa rischi davvero?
Le conseguenze non sono solo teoriche.
- Sanzioni Amministrative: Multe che partono da mille euro e possono salire drasticamente in base alla gravità.
- Rischi Penali: Se le telecamere registrano anche l'audio (intercettazione di conversazioni tra passanti) o riprendono l'interno di abitazioni altrui, si entra nel campo del reato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615-bis c.p.).
- Risarcimento Danni: I vicini ripresi illecitamente possono chiedere danni in sede civile.
La Checklist per mettersi in regola (ed evitare multe)
Se vuoi proteggere la tua casa senza trasformarti in un "fuorilegge digitale", ecco le regole d'oro da seguire:
- Angolatura Chirurgica: La regola è "dalla soglia in dentro". Punta le telecamere verso il basso o verso l'interno della proprietà. Il marciapiede non deve vedersi.
- Usa le Maschere Privacy: Quasi tutte le telecamere moderne permettono di oscurare digitalmente (black out) delle aree dell'immagine. Se non puoi evitare di inquadrare un pezzo di strada per motivi fisici, devi oscurarlo via software.
- Niente "Gogna Social": Mai, per nessun motivo, pubblicare i video sui social network o nelle chat di quartiere per denunciare movimenti sospetti. La diffusione indiscriminata delle immagini è la violazione più grave che puoi commettere.
- Il Cartello: Se l'impianto è veramente domestico (riprende solo il tuo giardino), il cartello non è strettamente obbligatorio per il GDPR, ma è fortemente consigliato come deterrente e trasparenza. Se invece in casa accedono lavoratori (colf, badanti), l'informativa diventa obbligatoria.
La tecnologia ci dà il potere di vedere tutto, ma la legge ci impone di guardare solo ciò che è nostro. La sicurezza è un diritto, ma finisce dove inizia la libertà (e la privacy) del vicino. Prima di fissare quella telecamera al muro, chiediti: "Sto proteggendo casa mia o sto sorvegliando il quartiere?". La risposta a questa domanda potrebbe risparmiarti migliaia di euro.












